umoredinuvola

cambia il vento ed io con lui

Archivio per degenerazioni mentali

preparare ed essere preparati

Tira fuori gli oggetti, vestiti, scarpe
mettili in ordine sul letto
ordina nella tua mente quello che servirà
e quando
e poi impilali e mettili in una scatolona
di policarbonato
e richiudi tutto.
Ma sei sicura della tua scelta?
Hai portato proprio tutto?
Ah no,
manca questo
manca quello.
Riapri.
Metti.
Chiudi.
E poi via?
Qual è in fondo la cosa importante?
Preparare ed essere preparata agli eventi
forse non era il momento giusto
anche se credo di si.
E so già che creerò l’ennesimo casino.
Ma in fondo il mio cuore potrà mai
prepararsi ed essere preparato?

Insomma, alla fine sono rientrata. Sono tornata per mettere la testa a posto, per mettere radici, per diventare grande e altri luoghi comuni e frasi fatte. Ma mi sento ruvida come la carta vetrata, fastidiosa come la sabbia che ti si infila nell’elastico del costume e ti gratta mentre cammini. Un amico (dani) mi ha detto che si sarebbe aspettato qualcosa di più da me dopo che ho girato il mondo e (cazzo, cazzo, lo devo chiamare, non l’ho più fatto da quando son partita..danielito..), che non mi ci vede ferma in un posto come casa mia, in un piccolo paesello di collina, in una piccola città. In effetti, a mente chiara, non mi ci vedo neppure io…ma almeno per qualche mese devo restare. Non ho tregua nella mente e mi sento ruvida, acida, antipatica. Non tratto bene nessuno, so di essere instabile, di cambiare idea ogni tre minuti. Se non avessi conosciuto questo modo di vivere ora non avrei bisogno di queste parole ( e ricordi, caro lettore?avevo addirittura dei dubbi se restare a far panini o andare in giro). Intanto ringrazio la mia testa matta, spero di resistere e guardo il sole che tramonta mentre mangio patatine all’aceto (peccato, manca una lattina di Dorada e playa de Fanabè e sarebbe tutto perfetto).

Il gioco delle attese

Mi sembra un leggiadro balletto, su un vecchio palco di legno illuminato da un potente faro centrale.  A luce fissa: per muoversi dentro e fuori dal cerchio, sparire e riapparire alla vista del pubblico. Mi sembra un giochetto un po’ infantile oppure un modo di comportarsi senza rendersi conto: forse sono le pretese avanzate, che sono troppo poche. Forse troppa calma: mai incazzarsi? Forse un errore, ma c’è tempo per dirlo. Non voglio che la rabbia bruci le tappe e forse la tenerezza che è rimasta. Continuo col gioco, balzo di qua e di là, leggiadra, leggera. Nel gioco delle attese, ieri a me, oggi a te: ieri l’oceano, oggi la A1.

adesso voglio proprio vedere

a volte c’è bisogno di andar via

per capire che si vuole restare

per scoprire che il tuo mondo

non è così piccolo, una gabbia

come ti appariva prima

e adesso sono qua,

tornata a casa,

per vedere la fine del film

Ritorno all’arte della fuga

Qualcuno pensava che tutto fosse a posto, che finalmente, fuggita, mi sarei calmata, soddisfatta del risultato e del luogo.

Ed invece sono di nuovo a scalpitare, su questi vulcani (100!!) al centro dell’oceano.

Il motivo principale e`che la gabbia non e`fuori, ma dentro di me. Devo romperne le sbarre se voglio sentirmi veramente libera.

Non so per quanto restero’ ancora qua: forse le aspettative erano troppo alte (dopotutto e’ umano: dopo tre mesi vissuti a milano qualsiasi luogo comunica aspettative migliori).

Mi manchera’ l’oceano, di questo sono certa, ma si puo’ vivere di sola acqua?

 

Son via

sull´isola , la mia

fra rocce di fuoco.

Altre isole all´orizzonte

nelle quali arrivare

 

mañana

Sono un caso di contraddizione vivente, ne sono conscia. La voglia di partire negli ultimi mesi è stata fortissima: la mia fuga era al centro dei pensieri. Se si scorrono indietro i giorni è evidente. A volte però la vita è bastarda, beffarda e vendicativa: per questo oggi mi ritrovo a preparare quelle valigie che non vedevo l’ora di fare, con una strana sensazione nel petto. Col magone di lasciare qua LUI. Con tutti i se, i ma ed i dubbi che posso avere. Con la paura. Col desiderio che il tempo voli e che non sia la scelta sbagliata, in ogni caso. Col sapore del suo bacio sulla bocca, che riceverò oggi. Ed il suo prossimo, là, da me.

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Via le nuvole

voglio il sole

vivido sulla mia testa

Potevo perdere l’occasione di scrivere un post proprio oggi?

Beh..la risposta viene naturale ed è no…

Forse perchè in un paio di giorni, nonostante tutto il resto

sono riuscita ad incasinarmi di brutto. Solo la testa, no problem.

Si cancellerà tutto col prossimo volo aereo verso altri lidi!

Bene, ritorno al mio caos mentale. Grazie Valentino..

 

 

Credo che il desiderio di libertà

faccia parte del mio codice genetico.

Ho provato a legarmi a un luogo,

ad abitudini,

a una città.

E non ce la faccio.

Da oggi di nuovo libera di volare, senza paure..

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