umoredinuvola

cambia il vento ed io con lui

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Lavorare per vivere o vivere per lavorare?

Sono qua seduta in questa hall di un hotel a Parigi.
Questo é un momento bello del mio lavoro
.. anche se sono stanca
.. anche se vorrei esser qua con lui!
Il ritorno a casa (in ufficio nello specifico) cosa porterà?
Quella sensazione che non ci sia via d’uscita?
Quella tristezza di essere considerata incapace di andare avanti e crescere? Tornerò ad essere in grado di sedermi serenamente a quella scrivania?
Non avrei mai detto che avrei scritto un post sul lavoro; anzi, se me lo avessero raccontato ne avrei riso fragorosamente. ..non era quello il mio mondo..
..non era quella Sara..
Ma ora, a quasi 34 anni, il pensiero è questo:
ho varcato la soglia del vivere per lavorare?
Cosa mi rimane della mia vita passata? Della mia musica, della mia poesia e dell’incanto delle cose?
Non voglio perdermi e non voglio perdere tutto ciò che ho costruito fuori e dentro di me.. Devo trovare un rimedio per non smarrirmi.

Sabato pomeriggio

Gli ultimi stalci di sole
salutano questo giorno quasi autunnale
e le nuvole
si dissipano dal mio cuore
grazie ad una parola
basta poco…

Ritorno all’arte della fuga

Qualcuno pensava che tutto fosse a posto, che finalmente, fuggita, mi sarei calmata, soddisfatta del risultato e del luogo.

Ed invece sono di nuovo a scalpitare, su questi vulcani (100!!) al centro dell’oceano.

Il motivo principale e`che la gabbia non e`fuori, ma dentro di me. Devo romperne le sbarre se voglio sentirmi veramente libera.

Non so per quanto restero’ ancora qua: forse le aspettative erano troppo alte (dopotutto e’ umano: dopo tre mesi vissuti a milano qualsiasi luogo comunica aspettative migliori).

Mi manchera’ l’oceano, di questo sono certa, ma si puo’ vivere di sola acqua?

 

Oggi piove..ed il cielo escretore

mi colma gli occhi di scuro

e l’anima di amara malinconia.

Ci sono giorni in cui un sorriso

da pubblicità

illumina anche i minuti più neri

mentre in altri non basterebbe neppure

un faro al neon

per rischiarare 1/4 di cuore.

Fuori nevica, neve di marzo che mi saluta. Domani vado via. E sarà una nuova avventura, sarà uno spiegare di nuovo le ali che talvolta mi fanno male, che talvolta sono stanche. Quasi terminata la valigia. "Avrò preso tutto?""Avrò salutato tutti?" Lo scoprirò aprendo la valigia e aprendo il cuore domani in mezzo all’Atlantico, avvolta dal vento che mi porta via. Da sola stavolta. E sempre piena di domande senza risposta. Au revoir mia finestra e mio caro paesaggio che tanto m’ispira. Au revoir. Ma tornerò…

Auguri Valentino

Valentino ha il cuore di marzapane

e le mani troppo grasse per stringere le mie.

Valentino dovrebbe portare occhiali spessi

da miope, ma li dimentica ovunque.

Valentino non ti aspetta mai,

magari passa solo una volta

e allora ciao,

mandami una cartolina da là

Il jet-lag mi rende più loca del solito,

il cervello mi ciondola nella testa.

Potrei lasciarmi andare

e svelare i segreti

che non ho detto mai.

Nemmeno a me stessa.

Ma basta poco

per ricoprirmi del mio velo

e lasciarmi vincere dal pudore

per necessità di non sognare ad occhi aperti

 

è giunta l’ora

è giunta l’ora

è giunta l’ora

è giunta l’ora

è giunta l’ora

è giunta l’ora

è giunta l’ora

ebbene si, oggi ci siamo veramente. Oggi pomeriggio levo le tende, le ancore, le chiappe, tutto quello che volete.

Contenta? si, ma con un po’ di magone.

ieri sera ho salutato occhiverdi, un’ora, due parole, due baci.

sarà vero quello che ha detto?

gli ho creduto tante volte, forse troppe.

In questi mesi avrò modo di riflettere

di ponderare.

Intanto ho salutato tutti

pronti via..

spero di aggiornare il blog con regolarità.

 

Delirio completo. Stasera ho trovato anche il tempo di cucinare

e..deliziosa vendetta verso il cibo..

vorrei tagliare un ananas al volo come lo chef Tony..

Green eyes_Coldplay

17 aprile 2006 20:57
+39328*******
Dopo quasi due mesi di silenzio è arrivata la telefonata.
“Ciao, come stai?”
Proprio quando ho deciso di andare via
“Dove sei sparito per due mesi?”
“Sono scappato da tutto e da tutti, ma adesso sono tornato”
Perchè dentro me c’eri sempre anche se non sapevo dov’eri
“Avresti potuto almeno dirmelo”
Perchè io?perchè tu?
“Lo so, ma non l’ho detto a nessuno, ero stressato da tutto e ne avevo bisogno. Hai novità?”
“Si, il primo giugno parto e vado all’estero per sei mesi”
Fuggo anche da te, lo sai?
Silenzio.
“Che bello!Va bene, ti saluto, ci sentiamo presto”
“Se una sera ti va di andare a bere qualcosa fammi sapere”
Il mio passo indietro, maledetta me.
“Ti chiamo domani, magari domani sera”
“Ok, ciao, notte”
Mi sono svegliata stamattina di nuovo con quel presagio, che mi accompagna da sempre in questa storia.
Mi sono svegliata stamattina sapendo che non era ancora finita.
Mi sono svegliata stamattina, ho fatto la doccia, sono andata al lavoro ed ho detto che me ne vado.
Mi sono svegliata stamattina con lui di nuovo prepotente dentro il cuore, con lo stomaco in subbuglio.
Mi sono svegliata stamattina col desiderio di trovarlo accanto, in una mattina di sole, col sorriso imbambolato.
E non contano le ore di silenzio, le fughe, le bugie gratuite, i chilometri che ci divideranno.
Mi sono svegliata stamattina e mi sono accorta che lo amo.

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